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L'energia serale costa di più?

 

Da: Energy Advisors - QE, 18-05-17

 

Dopo alcuni sintomi di ripresa, la domanda torna nuovamente a rallentare. Rispetto al 2016 i carichi sulla rete sono in flessione del 2,27%, ma anche sulla settimana precedente abbiamo un calo, anche se più contenuto, comunque dell'1,25%, che in soli sette giorni non è trascurabile. A questo elemento strutturale si è unito un più elevato volume di importazioni, terminate le manutenzioni avviate nel mese di aprile e questi due fattori spiegano il ripiegamento dei prezzi, con un PUN sceso del 6,6% (in linea con l'andamento delle altre Borse europee, tra il -4,5% dell'EEX ed il -8,7% del Powernext) e ritornato a 41,72 €/MWh. I forward per maggio, che annunciavano 41,9 €/MWh, risultano così centrati. Più marcata la contrazione nella media ponderata dei prezzi sul MGP, scesi del 7,33% e con una più secca caduta, prossima al 10% in F1, mentre più contenuta, intorno al 6% è stata la flessione in F2. Lo stacco tra le due fasce è così salito da 3,81 €/MWh a 5,42 €/MWh, riproponendo il disallineamento tra curva della domanda e curva dei prezzi che è uno degli effetti non secondari del sistema del marginal price con le rinnovabili portate in Borsa a prezzo zero. I prezzi non trasmettono quindi più segnali significativi, sia in ordine alla gestione dei carichi (quando questa è possibile), sia in ordine alle decisioni di investimento. Nei suoi termini generali la distorsione nel meccanismo di formazione dei prezzi indotto dalle rinnovabili a prezzo zero, non è un problema solo italiano e non potrà essere eluso nell'elaborazione del nuovo market design annunciato dal Winter Package.   A prima vista sembra questa una problematica che interessa solo le realtà industriali ed in specie quelle ad alta intensità energetica, ma nel loro piccolo anche le famiglie ne sono coinvolte. Vista la grande attenzione che in sede politica improvvisamente si presta ai costi dell'energia per le famiglie, dopo che per anni si è detto che per risparmiare è meglio utilizzare gli elettrodomestici nelle ore serali e si è propagandata la tariffa bioraria (ancora oggi se si consulta la voce "fasce orarie " su Internet si legge che l'energia costa meno in F2 che in F1), non sarebbe forse male lanciare una adeguata campagna di informazione, spiegando che dalle 20 alle 22 l'energia è nettamente più cara che dalle 12 alle 16. La capacitazione del cliente, per usare un'espressione cara all'Autorità, passa anche attraverso la diffusione di questi elementi di conoscenza, funzionali oltretutto alla confrontabilità delle offerte.

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